LiberaVenezia

Liberi da pregiudizi, bavagli e guinzagli. Liberi di agire, per Venezia.

Funghi di allevamento?

La frase del giorno:

“Stanno nascendo in città, e li presenteremo la settimana prossima, una decina di Comitati di cittadini, tutti a sostegno della mia candidatura”.

Chi l’ha detta? ll candidato Sindaco Pellicani junior ad Antenna3 (intervista godibilissima, su Youtube).

Unanime l’apprezzamento per questo tentativo di rimediare all’impressione di una candidatura calata dall’alto: “una decina di Comitati di cittadini”, in una città in cui i cittadini si fan sempre più rari? Complimenti! Venezia è piccola e le voci corrono in fretta; fra i Comitati spontanei in gestazione già si vocifera che ci saranno:

un CDFP (Comitato Dipendenti Fondazione Pellicani), un CCPP (Comitato Coniuge e Parenti di Pellicani) e un CCBP (Comitato Compagni di Banco di Pellicani). In bocca al lupo alla decina (!!!) di Comitati di cittadini che “spontaneamente” nasceranno nei prossimi giorni: come i funghi in terraferma dopo le prime piogge d’agosto, o come quelli d’allevamento, amorevolmente accuditi nelle apposite serre?

Funghi

13 febbraio, Felice Casson e Salvatore Settis

L’appuntamento della settimana:

Venerdi alle 17.15, alla Scuola Grande di San Giovanni Evengelista, dialogo fra un candidato Sindaco e l’autore di un libro che molti di noi hanno apprezzato:

http://gruppo25aprile.org/2014/12/04/il-diritto-alla-citta/

Del libro di Settis ci sono piaciute molte cose e in particolare questo passaggio, che per noi è anche programma di Governo:

“Di un nuovo patto di cittadinanza c’è bisogno, a Venezia e non solo, sia per chi provenga da famiglie del luogo, sia per chi provenga da lontano. E un nuovo patto di cittadinanza, a Venezia, deve cominciare da un forte impegno di chi se ne sente cittadino per stimolare le istituzioni e i politici.. Far vivere la città storica, proiettarla nel futuro vuol dire elaborare nuove politiche per invertire la logica perversa dell’esodo favorendo la residenzialità dei giovani con forti incentivi anche fiscali. Vuol dire arrestare lo sfrenato riuso turistico-alberghiero degli edifici e la proliferazione delle seconde case. Vuol dire incoraggiare le attività produttive e le manifatture, sostenendo il lavoro creativo e moltiplicandone le possibilità e le occasioni. Vuol dire sancire come prima regola del gioco il diritto alla città e la priorità del bene comune”.

Di quel libro è anche stato detto che con grande lucidità evidenzia i problemi, senza però individuare soluzioni concrete.. ma il patto di cittadinanza non possiamo delegarlo ad altri, per quanto amino Venezia: quel “nuovo patto” (New Deal) dobbiamo scriverlo noi, che a Venezia viviamo e votiamo: scegliendo un Sindaco che dimostri di avere le idee chiare sul da farsi, e facendo in modo che possa contare su una squadra all’altezza del compito. Noi ci saremo, venerdi:

https://www.facebook.com/events/785616698182381/?pnref=story

SettisCasson

Palazzo Zorzi a San Severo. Dopo l’UNESCO, chi?

PAZ

La prima volta che andai a mangiare al Giardinetto, in Salizada Zorzi, ci andai per il risotto con le cape longhe. Nel salone del ristorante, ricavato dalla cappella del Palazzo (ma in realtà credo dalle cucine) troneggia (e troneggia tuttora) un grande camino col mio stemma. Scherzando col proprietario, al momento del conto feci notare che siccome loro erano in casa mia il conto avrebbero dovuto pagarlo loro. Il padrone rise e fece proprio così: mi invitò. Da allora ci venni spesso. Pagando, naturalmente.

Sono molto affezionato a Palazzo Zorzi a San Severo. La prima volta che vi entrai fu almeno quaranta anni fa, prima del restauro che lo portò a nuovo splendore. Ero terribilmente curioso di vedere come fosse fatto dentro, in che casa aveva vissuto gente che aveva portato il mio nome. Mio padre me ne aveva parlato nel suo solito modo, coltissimo e ironico: “Voluto nel 1480 da uno Zorzi soprannominato “Mani d’Oro” per la sua abilità negli affari, caso unico in una famiglia piena di mani bucate”. Ricchissimo certo era stato, per volere l’architetto Mauro Codussi, il genio rinascimentale che costruì Palazzo Vendramin – Calergi, Santa Maria Formosa, San Giovanni Crisostomo, San Michele in Isola. Così, eccomi davanti al portone chiuso con una catena, ma che, spingendo forte, si apriva il necessario per far passare lo smilzo ventenne che allora ero. Salii la scala di pietra con gran cautela, sperando di non cadere assieme ad un gradino pericolante. Entrai nel grande salone a T, unico a Venezia. Buio, polveroso, ma con la meraviglia degli stucchi che incorniciavano pareti a tempera verde. Dalle fessure nelle imposte il sole lanciava nella stanza lame di luce, su cui danzava la polvere. Vagai di sala in sala, tra le mura a tempera e le bianche cornici di stucco. Dovunque la desolazione. Poi sentii una voce canticchiare e sceso un piano mi imbattei in un ometto che non si sorprese affatto della mia presenza, né del fatto che mi chiamassi Zorzi. Abitava nell’ala che dà sull’antico giardino del palazzo convertito a bocciofila. Alle finestre l’omino coltivava gerani di plastica che si prendeva gran cura di annaffiare. Alle pareti uno scaffale di bottiglie di grappa in diversi stadi di consumazione, con cui l’omino evidentemente innaffiava se stesso. In una stanza troneggiava una bara, con un cuscino e delle lenzuola. “Io dormo lì”- disse l’omino – “Così quando morirò sarò già bello e pronto”. Successe proprio così, qualche tempo dopo, e per lungo tempo il palazzo rimase ermeticamente chiuso.

Dopo i restauri eseguiti con mano forse un po’ pesante ma salvifici dall’incuria e dalla decadenza e l’assegnazione all’Unesco sono entrato spesso in Palazzo Zorzi. Ci andavo con mio padre, nei ventisette anni in cui presiedette l’Associazione dei Comitati Privati per la Salvaguardia di Venezia. Scherzai con lui sulla sua posta indirizzata “N.H. Alvise Zorzi – Palazzo Zorzi – Venezia”; lui allora tirò fuori una vecchia lettera di mio nonno, quando era in Biennale, indirizzata “N.H. Elio Zorzi – Palazzo Ducale – Venezia”. “Si può far di meglio, come vedi”, mi disse.

A Palazzo Zorzi ho imparato da mio padre come si governa una riottosa assemblea internazionale, in cui ciascuno vuole emergere, con pugno di ferro in guanto di velluto. La stessa autorità, assieme al suo carisma personale, con cui chiamò alle armi i Comitati Internazionali contro le minacce a Venezia nascoste dietro le rosee promesse dell’Expo 2000. Dal grande portego a T di Palazzo Zorzi papà espose con lucidità di storico e con commozione di veneziano i pericoli, gli orrori, le potenziali devastazioni della sciagurata iniziativa. I Comitati si schierarono. Venezia si schierò. Con un colpo di mano mio padre riuscì a far pervenire una lettera “ad personam” a tutti i Senatori. La politica si schierò. L’Expo, che di fatto avrebbe anticipato di quindici anni le invasioni barbariche che viviamo adesso, non si fece. L’Unesco in quel caso fu determinante nella salvaguardia della fragilità e della specificità veneziana ma più dell’Unesco furono gli uomini e le donne di Venezia che si schierarono contro alcuni potenti per dire no. Uomini e donne liberi contro la banda dei Soliti Noti.

Eppure non è una bella notizia che l’Unesco voglia abbandonare Venezia. Suona come l’ennesima chiusura alla civiltà, l’ennesimo abbandono alla barbarie, alla politica, all’affaristica senza scrupoli. Nonostante Franco Miracco scriva che l’Unesco granché non ha fatto per Venezia, ricordiamo che oltre a quell’occasione in cui si schierò coi Veneziani, essa ha sempre rappresentato il garante della qualità e della correttezza di qualsiasi lavoro di restauro effettuato nella Città da privati o da istituzioni. Un ruolo non indifferente, che ha reso la sede di Palazzo Zorzi punto di riferimento fondamentale per la salvaguardia di Venezia. Certamente il lungo episodio delle affissioni in area Marciana poteva essere gestito meglio, certamente il progressivo spopolamento poteva essere affrontato con maggiore forza, certamente la crisi della politica meritava qualcosa di più che un commento. ma non si può ridurre a zero il ruolo di Palazzo Zorzi nella salvaguardia della forma di Venezia. Quanto al suo contenuto… ma questa è un’altra storia. E’ una storia che non riguarda solo Palazzo Zorzi, ma tutti i palazzi, tutte le case di Venezia e tutti coloro che vi abitano. I pochi, agguerriti abitanti e gli ancor meno numerosi e ancor più agguerriti che fanno fracasso, si oppongono, difendono, non accettano, chiedono. E sempre più spesso vincono ed ottengono.

Chi andrà a Palazzo Zorzi? Spero qualche altra istituzione alta ed importante: di palazzi Zorzi ridotti ad albergo ce n’è già uno. Basta e avanza. Il sogno è che vi vada gente che, come l’Unesco, come i Comitati Privati, come mio padre e come tanti altri Veneziani di nascita o di elezione che vi han posto piede, si battono per difendere e sostenere la vita di questa nostra Città. I Veneziani liberi.

PIERALVISE ZORZI

Dicono di noi.. 7 febbraio 2015

Alberto Vitucci

Nuova Venezia, 7 febbraio 2015

« Liberi da pregiudizi, bavagli e guinzagli. Liberi di agire, per Venezia » è lo slogan di « LiberaVenezia », associazione civica che intende partecipare insieme al Movimento 25 Aprile alle prossime elezioni. « Vogliamo dare un contributo di cittadini e non di politici di professione », scrivono in una nota , ricordando lo scandalo del Mose e le tante cose sbagliate fatte dalla politica negli ultimi anni.

« Adesso il problema non è tanto il Sindaco, quanto la squadra che ci amministrerà per i prossimi cinque anni », si legge nel comunicato di LiberaVenezia, « in un comune anfibio che si estenderà da Pellestrina a Campalto e la cui città metropolitana andrà da Chioggia a San Michele al Tagliamento ».

Programma in pochi punti, essenziali : macchina comunale da riorganizzare, flussi turistici da programmare, partecipate che devono smettere di essere centri di spesa incontrollati, più attenzione alla laguna. Ma per fare tutte queste cose, continua l’associazione, « una sola persona non potrà bastare, anche fosse Superman. Avere un buon Sindaco è fondamentale, ma un buon Consiglio comunale lo è altrettanto ».

Obiettivo di “LiberaVenezia” è quello di eleggere a maggio un Sindaco integerrimo, ma (anche) di affiancargli una squadra e un Consiglio comunale all’altezza”.

(copyright: Nuova Venezia)

8 febbraio, riapre il Museo del vetro.. e gli appartamenti?

Domani 8 febbraio, a Murano, riapre il Museo del vetro ampliato grazie a finanziamenti UE e comunali (2 milioni di euro) che hanno fra l’altro permesso il ricupero di una porzione delle antiche “Conterie”. La creazione del museo risale al 1861 e alla tenacia dell’Abate Zanetti, in un contesto di crisi che, in quanto a cause e origini, presentava molti punti in comune con il contesto attuale:

http://rialtofil.com/2014/01/15/il-tesoro-ritrovato-parte-quarta-vetri-arsenico-e-segreti/

Con questa pagina inauguriamo “l’angolo delle buone notizie”, dove cercheremo di cogliere i piccoli segni che fanno ben sperare, per il futuro di Venezia e delle sue isole. Darne conto sarà anche uno stimolo per porci qualche domanda su ciò che ancora non va: ad esempio, gli altri lotti del “progetto Conterie”, che prevede edifici residenziali e potrebbe ospitare decine di famiglie (per un totale di 80 appartamenti, ottimamente collegati con i trasporti pubblici). Mentre l’albergo ha già aperto da due anni e il Museo ampliato riaprirà domani, per la consegna degli appartamenti è ancora nebbia fitta (pur essendo questi ultimati, da quel che ci risulta) ma noi siamo ottimisti e lo ricorderemo “a chi di dovere”. La descrizione del progetto è consultabile qui:

http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/50703

Nella foto che segue, l’opera del Maestro Fornasier, che di notte illumina la Riva longa (il suo nome storico) all’altezza della fermata “Museo”: quella che potrete utilizzare per una visita a Palazzo Giustinian, custode di sedici secoli di storia del vetro (età romana compresa).

Fornasier

Per concludere, vogliamo ricordare che il Comune è proprietario dell’area da 10 anni, e per la consegna degli appartamenti ci saremmo aspettati una celerità comparabile a quella con cui è stato autorizzato il nuovo albergo. Dal sito ufficiale del Comune:

“Il programma di recupero del complesso delle Conterie, attraverso un’articolata serie di interventi, intende restituire all’isola un’area strategica per la sua centralità. La grande area industriale dismessa situata nel cuore dell’isola di Murano all’incrocio fra il canal Grande e il canale di San Donato, ebbe origine nel 1898 dalla fusione di un gruppo di produttori locali di vetro, già operanti nell’area per la produzione di perle e perline. La fabbrica, tra il 1940 e il 1970, arrivò a occupare più di 3.000 lavoratori e la sua chiusura nel 1993 ha consegnato l’area all’abbandono e al progressivo degrado.

Il Comune di Venezia acquisisce gli immobili nel 1995 e avvia, con una specifica Variante al PRG, la riqualificazione dell’area siglando Protocollo d’intesa con Regione del Veneto e Ministero dei Lavori Pubblici per l’avvio del Programma di Recupero Urbano. Il programma, approvato nel 1997, comprende:
–          un albergo;
–          edifici residenziali da realizzarsi da Comune e Ater;
–          residenza studentesca (successivamente mutata in social housing);
–          l’espansione del Museo del Vetro;
–          edifici produttivi;
–          spazi pubblici e un edificio di interesse collettivo”.

Palazzo Giustinian

Sondaggio in corso: Esserci o non esserci, a queste elezioni?

Ai nostri aderenti l’abbiamo già chiesto, ma vogliamo chiederlo anche all’esterno del gruppo. Dopo che lo scandalo del MoSe ha dimostrato limiti e debolezze trasversali di partiti accomunati solo dall’avidità e da incapacità gestionali, dopo che il commissariamento di Venezia ha scoperchiato l’ampiezza della voragine di bilancio che andrà affrontata nei prossimi mesi, in una situazione che richiederà scelte dolorose da parte di chiunque sia il Sindaco eletto, una domanda sorge spontanea: non è che stavolta sarebbe più saggio affiancargli persone motivate e competenti, a questo povero Sindaco di Venezia che sarà anche (per legge) Sindaco della città metropolitana?

Perché il problema non è tanto il Sindaco quanto “la squadra” che ci amministrerà nei prossimi 5 anni, in un Comune anfibio che spazia da Pellestrina a Campalto e la cui città metropolitana si estenderà da Chioggia a San Michele al Tagliamento. Se la macchina comunale va razionalizzata come crediamo, se le partecipate devono smettere di essere centri di spesa incontrollati, se i flussi turistici richiedono una qualche forma di programmazione e via discutendo, è immaginabile che una sola persona possa fare tutto, neanche fosse Superman?

Se i problemi di bilancio sono quelli descritti (in termini apocalittici) dal Commissario Zappalorto, è pensabile che per risolverli basti eleggere un buon Sindaco? Avere un buon Sindaco è fondamentale, ma un buon Consiglio comunale lo è altrettanto.

Come gruppo ci attiveremo perché a maggio venga eletto un Sindaco integro anzi integerrimo, ma se poi i partiti gli imponessero persone inadatte, scelte col “manuale Cencelli delle correnti”,  non rischieremmo forse di avere un Superman dimezzato anzi azzoppato, con le vecchie oligarchie che (cacciate dalla porta) rientrano dalla finestra? Persone inadatte o incapaci non solo nel ruolo di Assessore, ma anche nelle partecipate che hanno sempre considerato come “cosa loro”, mentre sono patrimonio di tutti e gestiscono servizi pubblici essenziali.

Palazzo Barzizza

Lo stato di salute della laguna dipende dallo scambio d’acqua con il mare aperto, in assenza del quale la laguna diventa palude. In laguna si verifica ogni 12 ore, quel ricambio che ne garantisce la salubrità; la politica segue il ciclo di elezioni, che si tengono ogni 5 anni e la necessità di un ricambio è altrettanto evidente, a Ca’ Farsetti. Domanda: e se a candidarsi per un volta fossero anche cittadini che nel loro mestiere hanno dimostrato di saperci fare rischiando i soldi propri, e non soltanto quelli degli altri (i contribuenti)? Padri e madri di famiglia che devono fare i conti con l’aumento di imposte e tariffe e riporterebbero un po’ di buon senso nelle scelte di fiscalità locale che rischiano di strangolare famiglie e imprese?

“Civica” da cives: una lista di cittadini e non di politici di professione, per aiutare tecnocrati e politici dall’interno della “macchina”, suggerire soluzioni innovative ma aderenti alla realtà quotidiana e riportarli con i piedi per terra, ogni tanto, prima che impongano nuove tasse o taglino servizi essenziali mentre magari ci rifilano un altro ponte di Calatrava.

Su questa ipotesi di lavoro vogliamo sondare la città, di qui al primo marzo, con questa domanda: se alle elezioni comunali si presentasse, con un programma e candidati convincenti, quanti di voi potrebbero considerare l’opzione di votare:

Le regole del gioco

ConsiglioComunale

Rassegna stampa

25aprile Gazzettino30gennaio2015

Nuova Venezia 7 febbraio 2015, a firma Alberto Vitucci, il primo articolo che ha parlato di LiberaVenezia:

« Liberi da pregiudizi, bavagli e guinzagli. Liberi di agire, per Venezia » è lo slogan di « LiberaVenezia », associazione civica che intende partecipare insieme al Movimento 25 Aprile alle prossime elezioni. « Vogliamo dare un contributo di cittadini e non di politici di professione », scrivono in una nota , ricordando lo scandalo del Mose e le tante cose sbagliate fatte dalla politica negli ultimi anni.

« Adesso il problema non è tanto il Sindaco, quanto la squadra che ci amministrerà per i prossimi cinque anni », si legge nel comunicato di LiberaVenezia, « in un comune anfibio che si estenderà da Pellestrina a Campalto e la cui città metropolitana andrà da Chioggia a San Michele al Tagliamento ».

Programma in pochi punti, essenziali : macchina comunale da riorganizzare, flussi turistici da programmare, partecipate che devono smettere di essere centri di spesa incontrollati, più attenzione alla laguna. Ma per fare tutte queste cose, continua l’associazione, « una sola persona non potrà bastare, anche fosse Superman. Avere un buon Sindaco è fondamentale, ma un buon Consiglio comunale lo è altrettanto ».

Obiettivo di “LiberaVenezia” è quello di eleggere a maggio un Sindaco integerrimo, ma (anche) di affiancargli una squadra e un Consiglio comunale all’altezza”.

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/02/07/news/liberavenezia-e-movimento-25-aprile-liste-alleate-1.10823574

14 febbraio, sul bilancio comunale:

http://www.veneziatoday.it/politica/bilancio-ultima-spiaggia-2330214.html

17febbraio2015 NV

..e in inglese, segnaliamo invece questo articolo:

http://www.ogvenice.com/blog/fight-or-flight-the-venice-residents-conundrum-and-why-it-matters-to-everyone

che consigliamo di leggere unitamente a questo:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/02/23/news/da-175-000-a-56-000-abitanti-cosi-si-svuota-venezia-1.10921951?&ref=fbfnv

Da dove veniamo

“LiberaVenezia” non nasce dal nulla, ma da una palestra dove alcuni di noi si sono “fatti le ossa” in questi mesi: il “Gruppo25Aprile” (G25A). Altri sono imprenditori, artigiani, docenti.. e ve li presenteremo presto su queste pagine. Con questo progetto vorremmo dar voce alla Venezia che lavora e produce (idee e manufatti, servizi e cultura): quella che non vive di finanziamenti pubblici e conosce il significato del termine “rischio di impresa”, quella che si alza tutte le mattine presto per raggiungere il posto di lavoro attraversando il ponte (30.000 pendolari, la stima più attendibile); quella che un lavoro lo cerca ma non lo trova, perché la monocultura turistica crea soltanto posti da commesse o da camerieri, e chi ha fatto degli studi rischia di dover cercare sbocchi professionali altrove, o rassegnarsi a fare un lavoro sottopagato rispetto al costo della vita di questa città che ama.

Cos’è il “G25A”?

Il Gruppo 25 Aprile è una piattaforma civica creata a Venezia il 25 aprile 2014, che si riunisce regolarmente e interagisce anche utilizzando i social media (facebook, twitter e internet). Le 75 adesioni iniziali sono quintuplicate nel giro di pochi mesi, perché dalle proteste (a volta clamorose ma sempre civili, come quella messa in atto alla “prima” della Fenice)  passiamo sempre alle proposte e quando brontoliamo non è per il gusto di lamentarci ma per amore nei confronti di una città che continua a perdere abitanti e posti di lavoro, pur essendo una città “a misura d’uomo” dove molti vorrebbero trasferirsi, restare o ritornare a vivere.

Cosa ha fatto finora, il “G25A”?

25 aprile: il nostro “manifesto del 25 aprile”, volantinato in Piazza San Marco e ampiamente ripreso dalla stampa locale (Gazzettino, Nuova Venezia e Corriere Veneto).

12 maggio: inaugurato il nostro “contatore” dei residenti in laguna: http://gruppo25aprile.org/quanti-siamo/

14 maggio: adesione alla campagna “Poveglia per tutti” e lettera aperta al Demanio: http://gruppo25aprile.org/?s=lettera+al+demanio

16 maggio: risposta del Demanio; al termine dell’asta, il Demanio dichiarerà la non congruità dell’offerta presentata da un gruppo privato, che con 513.000 euro si sarebbe vista attribuire l’isola.

8 giugno: il G25A chiede le dimissioni di Sindaco e Giunta: http://gruppo25aprile.org/?s=dimissioni

13 giugno: dimissioni del Sindaco Orsoni.

11 agosto: creazione del movimento di opinione contro lo scavo del Contorta. In poche settimane, il gruppo facebook appositamente creato raggiunge i 1.300 iscritti: https://www.facebook.com/groups/271896219684184/

26 agosto: 18.000 firme raccolte contro lo scavo del Contorta: http://gruppo25aprile.org/?s=settis

6-7 settembre: quota 30.000, con i banchetti di raccolta firme nei sestieri in occasione della Regata Storica: http://gruppo25aprile.org/2014/09/10/7-settembre-2014-regata-storica-in-tutti-i-sensi/

Ottobre: eleborazione e presentazione delle nostre osservazioni in sede VIA sul progetto di scavo del Contorta: http://gruppo25aprile.org/2014/10/31/valutazione-di-impatto-ambientale-via-le-nostre-osservazioni/

14 novembre: richiesta di INCHIESTA PUBBLICA sullo scavo del Contorta; la richiesta è stata accolta il 23 dicembre: http://gruppo25aprile.org/category/duriibanchi-la-battaglia-del-contorta/

22 novembre: la “beffa della Fenice”: http://gruppo25aprile.org/2014/11/25/anteprima-fenice-rassegna-stampa-provvisoria/

25 novembre: adesione all’appello contro la vendita di Villa Hèriot

26 novembre: “dalle proteste alle proposte”, le nostre domande ai candidati Sindaco: http://gruppo25aprile.org/2014/11/26/dalle-proteste-alle-proposte-le-nostre-prime-domande-ai-candidati-sindaco/

30 novembre: incontro con il Senatore Felice Casson: http://gruppo25aprile.org/2014/12/03/il-g25a-incontra-il-senatore-casson/

4 dicembre: la nostra lettera aperta a Salvatore Settis: http://gruppo25aprile.org/2014/12/04/il-diritto-alla-citta/

20 gennaio 2015: la Commissione nazionale VIA recepisce molte delle nostre critiche al progetto di scavo del Contorta e invia all’Autorità portuale una richiesta di integrazioni che suona come una sonora bocciatura.

25 gennaio 2015: la riunione in cui abbiamo deciso il programma di lavoro per i mesi che ci separano dalle elezioni comunali (comunicato stampa del 29 gennaio, ripreso dal Gazzettino e dal Corriere del 30 gennaio).

4 febbraio 2015: l’inizio di un percorso innovativo di cui la città ha bisogno, come la laguna ha bisogno del flusso di marea che ogni dodici ore la ripulisce da scorie e impurità, grazie alla massa d’acqua che ne evita l’impaludamento. Per avviarlo faremo “un passo indietro” come G25A e ci proporremo senza etichette particolari ma con la forza di quello che, come singoli individui, abbiamo dimostrato di saper fare: elaborando soluzioni, facendo squadra, gettando ponti e creando coalizioni, mobilitando l’opinione pubblica sui temi che contano per Venezia.

Come seguire le nostre attività?

Il nostro blog “storico”: http://gruppo25aprile.org/

che rimane attivo come piattaforma civica apartitica..

..e, a partire dal 4 febbraio, il blog che si occuperà principalmente di elezioni:

https://liberavenezia.org/

Il nostro « diario di bordo », scrivendo a 25aprile2015@gmail.com

Il gruppo facebook : https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/

..e da qualche settimana anche su twitter : https://twitter.com/25aprileVenezia

Portavoce:

Marco Gasparinetti

Tel. 345/3459663

Come comunicare?

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